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lunedì 26 giugno 2023

Tipi di birra - Quanti sono e come riconoscere gli stili di birra

 Nel mondo esistono tantissimi tipi di birra artigianale, alcuni simili, altri molto diversi tra loro. In Italia però la cultura della birra è ancora agli inizi, perciò in molti la dividono semplicemente in birra chiara, birra rossa e birra scura. Il colore in realtà non ci da molte indicazioni reali. Prendiamo per esempio la birra chiara, cioè quella più bevuta nel nostro paese. Vi siete mai accorti che quando andate in pizzeria e ordinate una bionda, a volte vi arriva una birra dolce e altre volte vi arriva una birra amara? Eppure hanno lo stesso colore. La stessa cosa ovviamente vale per le birre ambrate e per le birre nere. Perciò come capire le differenze tra i vari tipi di birre artigianali? Semplice, leggete questo articolo fino in fondo e gli stili brassicoli non avranno più segreti per voi.



Quanti tipi di birra esistono?


Al mondo esistono un'infinità di stili e sottostili di birra differenti. Infatti la birra è una bevanda antichissima che si è sviluppata in diversi paesi. Ogni paese aveva e ha tutt'ora le sue tecniche di produzione della birra, i suoi igredienti e perfino la sua acqua tipica. In passato perciò non esisteva molto il concetto di stile, perchè ovunque uno andasse trovava una birra diversa. Inoltre era assai difficile anche per uno stesso birrificio riprodurre fedelmente la sua birra. Questo perchè in passato non si conoscevano i processi dietro la fermentazione e nemmeno l'esistenza dei lieviti, fondamentali per dare letteralmente "vita" alla birra.


Quando nascono gli stili di birra?


Dividere i vari tipi di birra in categorie è cosa recente ed è nata per poter dare un ordine a questo infinito mare di birra. Tutto il lavoro attuale affonda le sue origini nel lavoro svolto nel 1977 dallo scrittore inglese Michael Jackson, con il suo libro "The World Guide To Beer" (la guida mondiale della birra). Da allora sono stati pubblicati diversi manuali e guide. Ma perchè oggi c'è tutta questa necessità di definire per filo e per segno cosa caratterizza uno stile da un'altro? Principalmente per poter permettere ai giudici dei concorsi birrari di fare il proprio lavoro nel modo corretto. Non si può infatti giudicare allo stesso modo due birre che sono completamente opposte. Servono quindi delle linee guida, anche per tutti coloro che vorranno partecipare alla competizione. Esistono diversi concorsi birrai, sia per i birrifici artigianali, sia per gli homebrewers (birrai casalinghi).



Come dividere i vari tipi di birra




Alla luce di tutto ciò, esiste veramente un modo in cui possiamo dividere la birra per capirci qualcosa? In realtà esistono diversi modi per raggruppare i vari stili di birra fra loro per iniziare a comprendere qualcosa di più sul mondo brassicolo. Si prende in considerazione il tipo di fermentazione, il paese di origine, l'ingrediente prevalente e anche il colore della birra.


Classificazione per tipi di fermentazione birra


Il metodo più utilizzato per raggruppare i vari stili di birra è quello dei tipi di fermentazione. La fermentazione viene avviata dai lieviti, perciò in questo tipo di classificazione andremo a vedere la famiglia di appartenenza dei lieviti. Essendo il modo più semplice e immediato di classificare la craft beer, abbiamo realizzato un'articolo appostito: "Birra ad alta fermentazione, a bassa fermentazione e a fermentazione spontanea".


Lager - Birre bassa fermentazione


La birra a bassa fermentazione prende il nome di Lager. In questa categoria rientrano tutte le birre che fermentano a temperature basse. Il tipo di lievito utilizzato - e di conseguenza anche il tipo di fermentazione - è molto pulito e neutro. Questo vuol dire che il lievito apporterà ben poco all'aroma e al sapore finale della birra, esaltando invece i malti e/o i luppoli scelti. Le birre a bassa fermentazione più famose sono le birre chiare, come le Pilsner e le Helles. Tuttavia esistono anche diversi stili di birra ambrata o scura anche in questa categoria, come le Marzen e le Bock.


Ale - Birra a alta fermentazione


Le birre ad alta fermentazione sono chiamate Ale. Il lievito utilizzato per la produzione di queste birre fermenta a temperature più alte. In questo caso perciò il lievito inizia a influire sull'aroma e il sapore della birra finale. Esistono infatti molti lieviti specifici e caratteristici, che aggiungono note particolari alla birra. Per esempio il lievito Weizen aggiunge note di banana e chiodi di garofano alla birra omonima. Il mondo delle Ale è quindi incredibilmente vasto e vario. Perciò in questo caso, per comprenderci qualcosa in più è necessario scavare più affondo per inquadrare meglio ogni stile.


Birre acide - birra a fermentazione spontanea


Le birre a fermentazione spontanea (sour beer) sono quelle birre prodotte senza lievito. Si lascia la birra in enormi vasche, direttamente a contatto con l'ossigeno. In questo modo tutti i lieviti selvaggi e i batteri presenti nell'aria e sull'attrezzatura possono "contaminare" la birra e far avviare la fermentazione. Ovviamente questi batteri non sono pericolosi. I batteri infatti sono sempre stati alleati nell'uomo in diverse produzioni artigianali di diversi fermentati, come per la fermentazione di formaggio, yogurt, pane e tanto altro. Nel caso della birra i risultati possono essere molto diversi e particolari. Sicuramente non sono birre adatte a tutti, ma sono tipologie di birre molto di nicchia.


Classificazione birre per paese di origine


Come abbiamo detto all'inizio, la birra viene molto influenzata dalle tecniche utilizzate e dai prodotti impiegati. Possiamo quindi dividere la birra per paese di origine.


Tecniche di produzione


Esistono diversi modi per fare la birra artigianale. Alcuni prevedono di far fermentare la birra in contenitori chiusi, altre in contenitori aperti (come le Pilsner Ceche). C'è chi fa un singolo step di ammostamento (come le English Ale), chi ne fa diversi. C'è chi lascia la birra al freddo per renderla più limpida (come le Lager Tedesche), chi invece la infusta e serve direttamente. Insomma ci sono tantissimi modi differenti per fare la birra e sono molto legate al paese di origine. Le tecniche infatti sono state tramandate di generazione in generazione e perciò sono rimaste radicate in luoghi specifici.


Ingredienti utilizzati


In base al luogo di origine, una birra può avere diversi tipi di ingredienti. Sappiamo infatti che la birra viene prodotta con 4 ingredienti principali: acqua, malto d'orzo, luppolo e lievito. Questi quattro ingredienti furono stabiliti e regolamentati dall'editto della purezza promulgato da Guglielmo IV di Baviera nel 1516 per la Baviera. In seguito il decreto di estese in tutta la Germania. L'editto prevedeva che la birra doveva essere prodotta solamente con questi 4 ingredienti, perciò in Germania per esempio si troveranno birre "pure", cioè senza nessuna aggiunta (salvo rare eccezioni). Nel vicino Belgio però questo editto non aveva valore, perciò oltre al luppolo si utilizzavano diverse erbe e spezie, come le aggiunte di coriandolo e arancia amara per le Witbier. Perciò il Paese influenza anche la tipologia di ingredienti utilizzati.


Terreno, clima e acqua


Ad influenzare ulteriormente la birra finale prodotta in un determinato paese è anche il tipo di terreno, di clima e di acqua presenti. Tutto ciò influenza infatti proprio il tipo di ingredienti prodotti. Questa differenza la notiamo principalmente nei luppoli. In base al luogo in cui crescono avranno delle caratteristiche molto diverse tra loro. Prendiamo per esempio i luppoli tedeschi: essi hanno un profilo principalmente floreale. Il luppolo americano invece possiede un profilo molto più agrumato e fruttato. Oggi possiamo reperire senza problemi qualsiasi tipo di ingrediente proveniente da ogni parte del mondo. Questo ci permette di replicare in ogni momento un tipo di birra specifico di un Paese.


Classificazione birre per l'ingrediente prevalente


Nonostante la divisione in paesi e per tipi di fermentazione, la birra si può anche suddividere in base all'ingrediente prevalente. Cosa significa? Gli ingredienti che influenzano il profumo, l'aroma e il sapore della birra sono tre: luppolo, malto e lievito. In ogni tipologia di birra stile di birra ci sarà la prevalenza di uno o di un altro, oppure un mix bilanciato dei tre. Ecco quindi che possiamo dividere ulteriormente le tipologie di birra.


Birra amara


Nelle birre amare l'ingrediente principale è il luppolo. Nella birra luppolata, l'amaro del luppolo è una componente molto importate della birra e sempre presente. In certi casi però si tende ad esaltarla. Stili caratteristici sono le birre IPA (India Pale Ale) o la birra Bitter (il nome significa letteralmente "amaro"). Oltre all'amaro, queste birre generalmente hanno anche un bel profilo aromatico di luppolo.


Birre dolci


Le birre dolci hanno come ingrediente base il malto. Il malto infatti conferisce alla birre note caramellate e dona dolcezza. Questa dolcezza viene bilanciata dall'amaro del luppolo. A volte però può essere predominante rispetto a quest'ultimo. Con l'utilizzo di malti speciali inoltre si può dare alla birra anche note di pane, biscotto e caramella mou. Il lievito utilizzato in questo tipo di birra è generalmente neutro.


Birre con esteri e fenoli


Il lievito Ale può generare una serie di sottoprodotti durante la fermentazione. Parliamo di esteri e fenoli. I primi sono responsabili di sapori fruttati, i secondi invece di sapori speziati. In base al tipo di lievito utilizzato si avranno però note di frutta e spezie differenti. Si tratta perciò di birre dove il lievito è generalmente il protagonista, come negli stili di birra belga. Un esempio sono infatti le Belgian Ale e le birre d'abbazia (ispirate alla birra trappista), come le Dubbel o le Tripel.


Birre acide


Le birre acide sono molto particolari. Abbiamo già visto che le birre acide sono quelle prodotte con lieviti selvaggi e batteri, perciò si tratta di birre a fermentazione spontanea. Questo forte aroma acido spesso sfocia in note che ricordano l'aceto di mele o addirittura aromi descritti come pollaio, stalla, caprino. Come già detto prima, si tratta proprio di birre di nicchia. Lo stile per eccellenza è il Lambic, ma esistono anche stili più "equilibrati", come le Berliner Weisse o le Oud Bruin. Le note acidule però non sono strettamente legate alla fermentazione spontanea. Lievi note acidule infatti possono essere conferite anche da altri ingredienti, come dal malto di frumento.


Birre speciali


Esistono diverse birre caratterizzate dall'aggiunta di ingredienti extra, che non possono essere quindi comparate agli stili classici. In questi casi si parla di birre speciali. In questa categoria troviamo per esempio le birre alla frutta. Il sapore verrà quindi molto influenzato dal frutto scelto, ma non solo. Alcuni frutti presentano una naturale carica batterica difficile da togliere (come lamponi e more). Questi frutti vengono quindi sfruttati per la produzione di birre acide alla frutta. Altri ingredienti extra sono le spezie o le scorze di agrumi. Quando vengono aggiunte in quantità tali da influire notevolmente sul sapore finale, rientrano nelle birre speciali. Le birre speziate speciali più famore sono le Winter Beer, tra cui la più nota è la Christmas Beer o Christmas Ale. Si tratta di una birra di natale, perciò caratterizzata da tutte le spezie utilizzate nei dolci natalizi. Un'altro tipo di birra molto particolare è la birra affumicata, prodotta utilizzando malti affumicati. Un'esempio è la Rauchbier, uno stile di birra a bassa fermentazione che ricorda proprio il sapore della pancetta affumicata.


Classifica stili birra per colore


Lo so, all'inizio ho detto che non si può dividere la birra semplicemente in base al colore. Però il colore può dare qualche riferimento in più. Il colore della birra è influenzato dal tipo di malto utilizzato, o per meglio dire dal tipo di tostatura che ha quel malto.


Birra bionda


Le birre chiare sono fatte con malti poco tostati. Questi malti generalmente sono in prevalenza malti base, come il malto Pils nella produzione della birra Pilsner o il Weizen nella produzione di birre Weizen. Questi malti sono molto delicati, infatti conferiscono semplicemente note caramellate alla birra.


Birra rossa o birra ambrata


Il malto utilizzato per le birre rosse è leggermente o mediamente tostato. Questo ingrediente conferisce un bel colore ramato o ambrato alla birra. Le birre prodotte con questo tipo di malti in grani inoltre possono presentare diversi sapori tipici, come note di biscotto, di pane o fetta di pane tostata, oppure di toffee (simile alla caramella mou). Esempi di birre ambrate sono le Irish Red Ale o le English Bitter. Il colore rosso però può essere dato anche dall'aggiunta di frutta a pasta rossa, come lamponi o ciliegie.


Birra scura


Le birre scure sono prodotte utilizzando piccole percentuali di malti scuri. Il malto in grani scuro è un malto molto tostato. Con l'utilizzo di malti molto tostati si ottengono birre dai sapori appunto tostati. Fanno parte di questa fascia di sapori le note di cioccolatocacao amaroliquirizia caffè. I malti tostati sono malti molto scuri, perciò le birre con queste note saranno di conseguenza delle birre scure, dal colore che va dal marrone al nero. Un tipo di birra scura molto famoso è la birra Stout (birra scura irlandese tipo la Guinness), ma altrettanto note sono le Porter, entrambi stili ad alta fermentazione. Un altra birra nera con un profilo simile è la Schwarzbier, che però è una birra a barra fermentazione.


Come capire che tipo di birra stiamo bevendo?


Per capire al volo che tipo di birra stiamo bevendo ci vuole un po' di conoscenza teorica, ma anche pratica, cioè di assaggi. Sicuramente può essere utile conoscere ogni singolo stile di birra, però si può ricavare molto anche da una semplice analisi dello stile.


Come analizzare uno stile di birra


Prendiamo come esempio uno degli stili più conosciuti al mondo: le Weizen. Chi conosce vagamente questo stile sa che si tratta di un tipo di birra ad alta fermentazione. Il lievito in questo stile infatti influenza molto la birra, donandole aromi specifici. Il nome ci suggerisce due cose: è una birra tedesca ed è una birra di frumento (Weizen tradotto in italiano significa frumento). Si tratta però anche di una birra prevalentemente dolce. Abbiamo quindi una birra ad alta fermentazione, tedesca e dolce. Tutto ciò si traduce in una birra non troppo alcolica, beverina, caratterizzata prevalentemente dalla dolcezza conferita dal malto d'orzo e dalle note di banana date dal lievito. Questa dolcezza però viene bilanciata da un amaro molto delicato, che serve solo da sostegno, dalle note acidule del frumento e da quelle speziate (chiodi di garofano) del luppolo.


Come produrre un particolare stile di birra


Capire che tipo di birra abbiamo di fronte e raggrupparlo nelle giuste categorie ci da delle informazioni importati sugli ingredienti da utilizzare per la produzione. Se siete birrai casalinghi infatti potreste voler replicare un qualsiasi tipo di birra. Ecco perciò che questa analisi diventa fondamentale. Prendiamo sempre l'esempio della Weizen, per capire quali ingredienti utilizzare e come utilizzarli:


  • Malto: sicuramente il malto Weizen (di frumento). Questo malto però si può usare solo fino al 50%, perciò dovremo utilizzare un altro malto base chiaro, cioè il Pilsner. Il malto Pilsner però è molto proteico. Questo ci suggerisce già che dovremo effettuare uno step di ammostamento dedicato a questo malto, cioè il Protein Rest.
  • Luppolo: per produrre una Weisse classica ci vorranno dei luppoli tedeschi. L'amaro non è molto pronunciato e l'aroma del luppolo è quasi assente. Dovremo perciò utilizzare poco luppolo e concentrato sui primi 30 minuti della bollitura.
  • Lievito: il lievito da utilizzare è sicuramente ad alta fermentazione. Tuttavia le note di banana e chiodi di garofano di questo stile sono molto caratteristiche. Esiste infatti un ceppo di lievito specifico per Weizen, in grado di sprigionare proprio queste note aromatiche.


Adesso il bicchiere che vi ritroverete davanti non sarà più un semplice bicchiere di birra chiara, rossa o scura. Potrete quindi ordinare effettivamente un tipo di birra che vi piace davvero! Oppure potrete decidere di fare la birra a casa con il nostro kit di fermentazione. In ogni caso, buona birra!




Immagine creata da Freepik

Birra ad alta fermentazione, a bassa fermentazione e a fermentazione spontanea

 Fermentazione birra: Scopriamo cosa distingue la birra ad alta fermentazione dalle birre a bassa fermentazione e quellle a fermentazione spontanea.

La birra è una bevanda fermentata e non un distillato. Si ottiene infatti dalla fermentazione del mosto, preparato con acqua, malto (principalmente d'orzo) e luppolo. Però non si tratta nemmeno di una semplice zuppa d'orzo e luppolo. La birra è infatti una bevanda alcolica e frizzante. Per ottenere questo risultato è necessario far fermentare il mosto.



Che cos'è la fermentazione della Birra?


Il processo di fermentazione spiegato in modo scientifico è un processo che permette a determinati organismi viventi di ricavare energia da particolari molecole in assenza di ossigeno. Nel caso della birra, questi organismi sono i lieviti, mentre le particolari molecole sono gli zuccheri presenti nel mosto.


Una volta aggiunti i lieviti alla birra, questi inizieranno a nutrirsi degli zuccheri presenti nel mosto, per accumulare così energia utile per la riproduzione delle cellule. Praticamente lo zucchero diventa il nutrimento di ogni singola cellula di lievito, che genererà come sottoprodotto alcol e anidride carbonica (CO2), responsabile del carattere frizzantino della nostra amata bevanda.


Che cosa sono i lieviti e a cosa servono?


Partiamo da una premessa importante: le birre senza lievito non esistono. Anche se la scoperta di come operano i microorganismi è avvenuta solamente nel 1864 ad opera di Louis Pasteur, padre della microbiologia, questo non significa che prima i lieviti non esistessero. I lieviti e i batteri sono infatti utilizzati sin dall'antichità per produrre diversi alimenti, come pane, vino, yogurt e tanto altro. Quindi la birra è soltanto uno tra i tanti tipi di fermentati. Nel caso della produzione di birra però esistono dei lieviti per birra specifici. A seconda del lievito per birra scelto si possono ottenere dei risultati molto diversi.


Tipi di fermentazione birra


La fermentazione della birra artigianale non è tutta uguale. Ci sono infatti tantissime tipologie di lievito: la scelta di un tipo di lievito per birra piuttosto che di un altro influenza molto la birra finale che sarà imbottigliata. Anche la scelta dei tipi di malto e di luppolo influenza il risultato finale, ma il lievito è proprio quell'ingrediente che porta letteralmente la birra alla vita. I tipi di lievito sono tantissimi però possiamo dividerli in tre grandi categorie:


  • lieviti a bassa fermentazione
  • lieviti ad alta fermentazione
  • lieviti e batteri selvaggi


La fermentazione alta e bassa o spontanea si otterrà quindi in base al lievito scelto, che a sua volta determinerà il tipo di birra finale. Grazie ai lieviti inoltre possiamo riprodurre fedelmente i principali stili di birra artigianale esistenti al mondo. Andiamo quindi a vedere la differenza tra i vari tipi di fermentazione.


Birra a bassa fermentazione - Lager


Le birre a bassa fermentazione sono prodotte con lieviti del ceppo fungigno Saccharomyces Carlsbergensis. Questa famiglia di lieviti ha la particolarità di lavorare a una temperatura bassa, compresa tra i 7° e i 14°C. Inoltre, a fermentazione conclusa, tende a precipitare sul fondo del fermentatore (quindi verso il basso). Per queste due ragioni è definito lievito a bassa fermentazione. Questo tipo di lievito ha un carattere molto neutro e pulito, perciò non incide molto sul sapore finale della birra.


Stili di birra lager


tipi di birre a bassa fermentazione prodotti con i lieviti Saccharomyces Carlsbergensis predono il nome di Lager.


Proprio perchè il lievito utilizzato è molto pulito, questo tipo di birre sarà caratterizzato principalmente dagli aromi del malto e del luppolo, con tutte le loro sfaccettature. Molti sono portati a credere che le birre a bassa fermentazione siano quelle chiare, ma questo è errato.


Certamente le Lager più conosciute hanno un colore dorato, come le Pilsner, le Märzen e le Munich Helles. Ne esistono però anche di colori più intensi, come le Bock, fino ad arrivare alle nere Schwarzbier.


Significato Lager


Le birre a bassa fermentazione più famose sono quelle tedesche. Il termine Lager è infatti coniato proprio in Germania. Deriva infatti dalla parola tedesca lagern, che significa "immagazzinare". Infatti in passato in Germania le birre erano conservate appunto nei magazzini, dove le temperature erano molto basse. Questo permetteva di conservare meglio la birra e di ottenere un prodotto molto più pulito. Questa estrema limpidezza si otteneva con un processo quasi involontario, ma che oggi conosciamo bene ed è conosciuto con il termine lagerizzazione. Per saperne di più su questa tecnica leggi l'articolo "Tutti i segreti per una perfetta lagerizzazione della birra".


Birra ad alta fermentazione - Ale


Le birre ad alta fermentazione sono prodotte utilizzando ceppi di lievito della famiglia Saccharomyces cerevisiae e prendono il nome di Ale.
La caratteristica di questa famiglia di lieviti è quella di lavorare a temperature più alte, comprese tra i 18° e i 26°C. Le alte temperature generano una fermentazione più rapida, al termine della quale i lieviti tendono generalmente ad andare verso l'alto e quindi a galleggiare sulla superficie della birra. Ecco perché si chiamano lieviti ad alta fermentazione. Questi tipi di lieviti hanno un profilo aromatico proprio, che influenza il sapore finale della birra. Quando i lieviti lavorano ad alte temperature infatti producono, oltre ad alcol e CO2, anche una serie di sottoprodotti, come gli esteri. Questi donano aromi specifici, che potremo definire come pepati, speziati, fruttati e/o fenolici.


Stili di birra ad alta fermentazione - Ale


Mentre per le Lager si gioca tutto sul malto e sul luppolo, nel caso delle Ale si gioca molto sul profilo aromatico prodotto dal lievito.


Per esempio i ceppi di lieviti per leWeizen (birre di frumento) producono un classico profilo di banana e chiodi di garofano tipici di questo stile.
Nel caso delleBelgian Ale e delle birre trappiste e d'abbazia il carattere fruttato e speziato è molto marcato. Nel caso delle birre scure, come le Stout, possono produrre sentori di frutta secca.


Altri ancora invece tendono ad esaltare la dolcezza del malto, come nel caso delle Irish Red Ale, mentre altri ceppi tendono ad evidenziare l'amaro del luppolo, come nel caso delle India Pale Ale. Diciamo che il mondo delle Ale è molto più vasto e ricco di stili rispetto a quello delle Lager e dove c'è la maggior sperimentazione.


Per un approfondimento sulle birre trappiste e d'abbazia clicca QUI.


Ale: origine del nome


L'origine del termine Ale è molto più antica, infatti questa parola era utilizzata in Inghilterra già dal medioevo. La cosa interessante però è che inizialmente questo termine non era utilizzato per classificare le birre ad alta fermentazione.


All'epoca c'era una diatriba tra il popolo normanno e quello dell'antica Britannia. Mentre in Germania si diffondeva il luppolo, in quella che oggi è la Gran Bretagna non si voleva adottare questo nuovo ingrediente. Perciò per gli inglesi la vera birra era chiamata "Ale" ed era appunto una birra prodotta senza il luppolo, ma con l'utilizzo di un mix di spezie. La birra con il luppolo invece era volgarmente chiamata "beer".


Ale: storia del nome


Quando i normanni conquistarono l'Inghilterra però, portarono con sè anche il luppolo. Tutte le birre, da quel momento in poi, dovevano essere prodotte con questo ingrediente. Il luppolo aveva infatti molte più proprietà benefiche rispetto alle normali spezie, sia per la birra che per la salute. Perciò da allora i termini assusero un altro significato: il termine "beer" venne utilizzato per definire la birra in generale, mentre il termine Ale successivamente venne utilizzato appunto per le birre ad alta fermentazione. Per conoscere tutta la storia della birra leggi l'articolo "La storia della Birra I° PARTE: dal Big Bang al Medioevo".


Birra a Fermentazione spontanea - Sour Beer


Abbiamo quindi visto che le grandi famiglie di lievito sono due: Saccharomyces Carlsbergensis e Saccharomyces cerevisiae. Esiste però un terzo tipo di fermentazione: la fermentazione spontanea della birra. In questo caso non viene utilizzato uno specifico ceppo di lievito, ma bensì si fa in modo che la birra venga esposta a lieviti selvaggi e batteri, naturalmente presenti sulle superfici e nell'aria. Per far questo si mette il mosto in grandi vasche aperte, lasciandolo a contatto con l'aria e l'ossigeno. In questo modo si attiva appunto un processo di fermentazione spontanea nella birra, che porta a dei risultati davvero inaspettati.


Tipologie di birra a fermentazione spontanea


Con questa naturale combinazione batterca vengono prodotte le Sour Beer, cioè le birre acide. Tra i vari tipi di birra a fermentazione spontanea troviamo le più tranquille Flanders Red Ale, dove dominano i sapori intensamente fruttati che ricordano quasi il vino rosso, oppure le Berliner Weisse, dove le note acidule assumono il sapore di limone e mela verde, accompagnate dai classici aromi del malto di frumento.


Le Sour Beer


Le Sour Beer più famose però sono anche quelle più aggressive: parliamo delle Lambic e delle Gueuze. In queste birre troviamo aromi e sapori che vengono generalmente definiti come pollaio, caprino, terroso, fieno, cavallo e sella di cavallo. Anche se apparentemente può far orrore, se continuano ad essere prodotte e amate da molti un motivo ci sarà!


Sour Beer definizione


Il nome Sour Beer, birre acide, non ha bisogno di molte spiegazioni. Già dal nome però queste birre potrebbero di per se far storcere il naso, ma si tratta di una categoria di birre molto apprezzata a livello mondiale. Sicuramente i sapori forti e pungenti non sono adatti a tutti i palati, ma almeno una volta nella vita vi consiglio di provarne una prima di giudicare.


Altri tipi di birra


Abbiamo visto e analizzato tutti i tipi di fermentazione. Esistono tuttavia altre categorie di birre che, per quanto utilizzino i lieviti già visti sopra, sono fuori dalle normali catalogazioni. Sto parlando delle birre speciali e delle birre storiche.


Birra speciale


Le birre speciali sono quelle che vengono prodotte con l'aggiunta di ingredienti extra particolari, che conferiscono un forte profilo aromatico alla birra. Parliamo quindi per esempio di birre alla fruttabirre con l'aggiunta di spezie o agrumi in stile invernale, birre affumicate e perfino di birre prodotte con il mosto d'uva 

Birre storiche


Le birre storiche sono stili di birra che, per un motivo o per un altro, non vengono più prodotte tradizionalmente. Tra le tante possiamo citare le Roggenbier , prodotte con malto di segale, e le Goze, prodotte con l'aggiunta di sale.


Tutti i tipi di birra artigianale


Per conoscere tutti i tipi di birre artigianali, vi invito a leggere QUESTO ARTICOLO, che illustra tutte le caratteristiche dei principali stili di birra artigianale mondiali.


Tempi fermentazione birra


Una volta avviata la fermentazione, i lieviti impiegheranno un certo tempo per terminare il proprio lavoro, trasformando così il mosto in birra. Inizialmente i lieviti "respirano", accumulando tutto l'ossigeno presente nel mosto. L'ossigeno gli garantirà energia sufficiente per iniziare a nutrirsi di tutti gli zuccheri presenti nel mosto e quindi a riprodursi. I lieviti inizieranno a "mangiare" e quando si saranno nutriti di tutti gli zuccheri la fermentazione potrà dirsi conclusa. Ma quali sono i tempi di fermentazione della birra? Questo dipende dal tipo di fermentazione.


Tempo fermentazione birra Ale


Le birre Ale lavorano a temperature più alte, perciò i lieviti sono molto attivi e impiegano poco tempo per concludere il proprio ciclo vitale. In media la tempistica per una birra ad alta fermentazione è di 7 giorni, anche se questo tempo può variare a seconda di vari fattori.


Durata fermentazione birra Lager


Le Lager lavorano a temperature molto basse per lasciare un profilo molto pulito. Proprio per questo i lieviti lavorano molto lentamente e impiegheranno circa due settimane per concludere la fermentazione. Anche in questo caso le tempistiche possono variare a seconda di diversi fattori. Per esempio lo stesso lievito lavorando a 8°C lavorerà molto più lentamente rispetto a 12°C, ma porterà a un profilo ancora più pulito.


Perchè la fermentazione non è conclusa?


Quelli forniti sono soltanto dei tempi indicativi. Ci sono infatti diversi fattori che possono influenzare la durata della fermentazione:


  • Quantità di lievito: Se la quantità di cellule di lievito aggiunta al mosto non era sufficiente, allora la fermentazione potrebbe partire con difficoltà, impiegarci molto tempo o faticare a concludersi. 
  • Temperature: temperature troppo alte per il tipo di lievito scelto portano ad avere una fermentazione molto tumultuosa e rapida; al contrario facendo lavorare un lievito non adatto alle temperature troppo basse, si rischia di rallentare molto la fermentazione.
  • Alcol: se lo scopo è quello di produrre una birra molto alcolica allora si dovrà preparare un mosto ricco di zuccheri fermentiscibili. Questo però vuol dire aumentare il nutrimento del lievito. In questo caso il lievito, per "mangiare" tutto lo zucchero impiegherà molti più giorni. In questo caso è consigliabile utilizzare un lievito specifico per birre alcoliche, perchè non tutti i lieviti hanno la stessa tolleranza all'alcol.
  • Inesperienza: c'è anche da considerare un fattore più personale. Soprattutto le prime volte potrebbe capitare di fare dei piccoli errori senza nemmeno rendercene conto. In questo caso capire esattamente cos'è che ha rallentato o velocizzato una fermentazione è molto difficile. Con l'esperienza però si imparerà a conoscere i vari errori e a saperli evitare. A tal proposito consiglio la lettura dell'articolo "Errori durante la birrificazione: saperli riconoscere e come evitarli".


Consiglio finale


Perciò è molto importante capire innanzitutto quali sono le proprie possibilità per la gestione della temperatura prima di scegliere un particolare stile da produrre. In secondo luogo è importante scegliere il giusto tipo di lievito in base alle caratteristiche della birra che si vuole realizzare. 






by Silvia Berti, Birramia

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