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lunedì 26 giugno 2023

Conservare le trebbie di birra e come essiccarle

 Ultimamente abbiamo parlato dei modi per riutilizzare le trebbie di birra, ma come si fa a conservare le trebbie di birra al meglio? Ma soprattutto, qual'è il modo migliore per riutilizzarle?



Quando si fa la birra fatta in casa con la tecnica All Grain ci troveremo ad avere a che fare con le trebbie. Se pensate però che le trebbie siano soltanto uno scarto della birrificazione vi conviene ricredervi. Come abbiamo visto nell'articolo precedente, le trebbie sono ricche di proteine e fibre. Ci sono infatti ben 5 valide ragioni per conservare le trebbie, ma per questo vi invito a leggere l'articolo “5 modi per riutilizzare le trebbie di birra”. Se non avete mai provato a fare la birra con la tecnica All Grain… cosa aspettate? 

Come conservare le trebbie di birra in modo corretto


Per conservare le trebbie di birra fatta in casa nel modo corretto è necessario avere dei piccoli accorgimenti verso questo ingrediente. Il primo è sicuramente quello di tenere le trebbie quanto più possibile alla larga da moscerini e insetti vari. Il secondo è quello di utilizzare le trebbie quanto più velocemente possibile. Le trebbie infatti dopo poco iniziano a fermentare. Se utilizzate nella stessa giornata della birrificazione, manterranno quel buon profumo di malto appena cotto, sprigionato anche durante l'ammostamento. Con il passare dei giorni però questo odore muterà, e si potrà percepire a naso l'inizio della fermentazione.


Non appena avremo in mano questo ingrediente possiamo procedere in tre modi:


  • essiccare le trebbie;
  • congelare le trebbie;
  • utilizzare subito le trebbie.


Conservare le trebbie di birra essiccandole


Per essiccare le trebbie di birra in casa senza un essiccatore basterà avere un forno e un po' di pazienza.


Come essiccare le trebbie


  1. Prendi una teglia da forno bassa e foderarala con della carta da forno (possibilmente carta da forno compostabile, così potrai buttarla poi nell'umido).
  2. Cospargi tutta la teglia con le trebbie: non ne mettere troppe perché sennò il procedimento sarà molto più lungo, ma non ne mettere nemmeno poche.
  3. Inforna le trebbie a 80°-100°C (dipende dalla potenza del proprio forno).
  4. Ogni tanto gira le trebbie per far in modo che si essicchino uniformemente e che non si attacchino.
  5. Le trebbie saranno pronte dopo circa 3 ore: ovviamente questo è un tempo indicativo perché dipende dalla potenza del forno, dalla quantità di trebbie nella teglia e da quante volte girerete le trebbie durante l'essiccazione.
  6. Aspetta che si raffreddino e trasferiscile in un barattolo di vetro con tappo in alluminio: dentro questo contenitore si conserveranno a lungo.


Non esiste una vera e propria data di scadenza per le trebbie essiccate, come per i grani o per la farina. Quando non saranno più buone sarà facile capirlo: ci saranno i classici insetti oppure avranno preso l'umido.


La farina di trebbie


Le trebbie essiccate possono essere utilizzate così come sono oppure si possono ridurre in farina. Per ottenere la farina basta semplicemente tritare le trebbie finemente in un mixer oppure con il Bimby. La farina di trebbie si può utilizzare in ambito alimentare per la preparazione di pani, focacce, pizza e dolci. Mettete la farina sempre in un barattolo di vetro, che ne aumenterà il periodo di conservazione.


Congelare le trebbie per conservarle


Le trebbie umide si possono anche congelare. Molti homebrewers su questo punto si dividono. C'è chi dice che si possono congelare senza problemi, altri sostengono che dopo averle congelate non sono più come prima. Come sempre, sta a voi fare una prova e decidere se ne vale la pena. Sicuramente, chi vuole utilizzare le trebbie come mangime per animali, può adottare senza problemi questa soluzione.
L'unico consiglio che posso dare su questo punto è quello di congelare le trebbie già pesate, pensando già a cosa vorrete farci in futuro. In questo modo vi basterà scongelare un singolo barattolo per avere già la dose che vi serve.


Utilizzare subito le trebbie di birra


Le trebbie umide possono essere utilizzate subito per realizzare deliziosi biscotti o torte. Abbiamo già iniziato una rubrica sulle Ricette con le Trebbie, partendo con la ricetta dei Trebbiotti Classici, che vi invito a provare. Quando si utilizzano le trebbie umide occorre utilizzarle in tempi brevi, perché in poco tempo inizieranno a fermentare: è consigliabile non utilizzare le trebbie in fermentazione.


Come riutilizzare quante più trebbie possibili?


È chiaro quindi che le tempistiche sono fondamentali per poter riutilizzare quante più trebbie possibili nel modo corretto. Seguite i nostri consigli per non sprecare nulla!


Come organizzare il lavoro


  1. Terminato lo sparging, mettete da parte le trebbie in un luogo chiuso, lontano appunto dai moscerini. Non copritele perché altrimenti ci metteranno più tempo a raffreddare.
  2. Appena possibile (mentre aspettate che il mosto arrivi alla temperatura della bollitura) mettete una prima parte di trebbie ad essiccare. Questo è un processo lungo perciò avrete tutto il tempo di terminare la vostra cotta e di ripulire tutta l'attrezzatura.
  3. Terminata la birrificazione e anche la prima essiccazione, trasferite le trebbie in un contenitore aperto lasciandole raffreddare. Nelle stesse teglie aggiungete nuove trebbie e ripetete l'essiccazione.
  4. Mentre ripetete per la seconda volta l'essiccazione, le trebbie si saranno ormai raffreddate e potranno essere utilizzate in altri modi. Congelate quindi una parte di trebbie già dosate e pronte all'uso in vari contenitori di vetro. Ovviamente non esagerate, sennò avrete il congelatore invaso solo da trebbie. Il resto delle trebbie mettetelo in frigo per rallentare la fermentazione.
  5. A questo punto utilizzate una parte di trebbie umide per fare i vostri biscotti alle trebbie. Se avete questa fortuna, mentre voi finite di birrificare la vostra compagna potrebbe portarsi avanti con questo punto. In questo modo si potrebbero preparare più impasti diversi e utilizzare un numero maggiore di trebbie.
  6. Continuate con l'essiccazione finché ne avrete voglia.
  7. Nella stessa giornata, o l'indomani presto, portate il resto degli ingredienti ad amici o parenti in possesso di animali o di una compostiera. Se non conoscete nessuno a cui dare le vostre trebbie, il giorno dopo potete effettuare un esame olfattivo: se non è ancora iniziata la fermentazione, potrete continuare ad essiccarle o ad utilizzarle in altre ricette in cucina. Se invece l'odore non vi ispira più, gettate nell'umido il resto delle trebbie, chiudete il sacchetto e mettetelo fuori casa per evitare di avere un invasione di moscerini in cucina.


Guarda il video!




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by Silvia - Birramia

5 modi creativi per riutilizzare le Trebbie di Birra

 L'argomento caldo di questo 2019 è sicuramente il riciclo e il riuso, perciò oggi vogliamo proporvi 5 modi per riutilizzare le trebbie di birra. Il nostro pianeta sta soffrendo, perciò dobbiamo impegnarci a produrre Zero Rifiuti, anche in un ambito apparentemente piccolo come la birrificazione.



Come riutilizzare le trebbie di birra - clicca per vedere il video


Chi fa birra All Grain sa bene di che cosa parlo, ma per tutti gli altri passo a spiegare che cosa sono le trebbie. Quando si fa la birra con tecnica All Grain, il primo passaggio è quello di riscaldare il malto con acqua calda, portandolo a determinate temperature, in questo modo tutti gli zuccheri del malto si solubilizzano nel mosto di birra. La birra però è un liquido, perciò dopo l'ammostamento il mosto di birra va filtrato: la parte solida che resta sono le trebbie, cioè i malti esausti.


Le trebbie sono solo uno scarto?


Dato che le trebbie sono uno scarto della birrificazione nella produzione del mosto, siamo spesso portati a credere che siano soltanto un rifiuto inutile. La realtà però è ben diversa, infatti le trebbie contengono molte sostanze nutritive importanti, come proteine e fibre. Queste sostanze sono in parte non solubili, perciò rimangono all'interno delle trebbie. Inoltre, durante l'ammostamento, l'acqua calda fa in modo che tutti gli zuccheri si disciolgano nel mosto, in questo modo le trebbie sono meno caloriche del semplice orzo. Perciò le trebbie non sono un semplice scarto, ma bensì un ingrediente molto versatile che può essere utilizzato come alimento e non solo.


Andiamo quindi a vedere tutti i modi in cui è possibile riutilizzare le trebbie.


5 modi per riutilizzare le trebbie di birra


1. Utilizzare le trebbie in cucina


Abbiamo detto che le trebbie sono ricche di proteine e soprattutto di fibre, perciò sono un ottimo alimento da integrare alla nostra dieta. Vi sorprenderà sapere che le trebbie si possono utilizzare in un'infinità di ricette, da quelle dolci a quelle salate! Con le trebbie si possono fare biscotti e dolci, pani e focacce, impanature varie e tanto altro. In alcune ricette, come per i biscotti, le trebbie possono essere utilizzate umide, ma possono anche essere essiccate o ridotte in farina. Presto faremo un articolo su “Come conservare le trebbie di birra” e presto apriremo anche una rubrica sulle ricette con le trebbie!


2. Utilizzare le trebbie per i prodotti di bellezza


Le trebbie si possono utilizzare anche per alcuni prodotti di bellezza. Potete utilizzare questo punto come scusa aggiuntiva da dire alle vostre compagne per convincerle a farvi fare la birra in casa!


Usare le trebbie per uno scrub corpo


Le trebbie infatti sono perfette per realizzare degli scrub fatti in casa del tutto naturali. Lo so, probabilmente la maggior parte di voi non sapranno nemmeno che cos'è uno scrub, ma provatelo a chiedere alle vostre compagne o a una qualsiasi ragazza e saprà darvi la risposta! In questo caso con le trebbie essiccate si ottengono degli scrub per il corpo veramente eccezionali!


Usare le trebbie per le saponette


Le trebbie essiccate possono inoltre essere utilizzate per delle fantastiche saponette fai da te. La sensazione ruvida che creano quando si passa la saponetta tra le mani è molto piacevole.


3. Utilizzare le trebbie nella produzione di formaggio


Eh sì, le trebbie essiccate possono essere utilizzate anche nella produzione del formaggio. Aspettate, non avete mai provato a fare il formaggio in casa?
Chi ama i formaggi conoscerà sicuramente quelli in crosta affinati con la paglia. Ebbene oltre alla paglia, il formaggio stagionato si può affinare anche con le trebbie essiccate. Quindi anche questo è un esperimento sicuramente da provare!


4. Utilizzare le trebbie come mangime per animali


Se avete una fattoria o avete amici o parenti che ne hanno una, questa è la soluzione perfetta per voi. Quando facciamo birra infatti, le trebbie di scarto sono tante, perciò la soluzione migliore è quella di utilizzarle come cibo per animali. Sono perfette da integrare nella dieta di animali da fattoria come mucche, maiali, pecore, galline o cavalli.


Come far mangiare le trebbie agli animali


Questi animali inizialmente saranno un po' restii a cambiare la propria dieta, perché le trebbie umide hanno un sapore particolare. Chi ha già utilizzato le trebbie come mangime per animali consiglia di introdurlo pian piano nella dieta della propria fattoria. Questo vuol dire che all'inizio è consigliabile mescolarle ad altro mangime, aumentando di settimana in settimana la percentuale di trebbie rispetto al resto. Quando gli animali si saranno abituati al nuovo sapore, potrete sostituire il normale mangime con le trebbie.
Devo darvi però un'avvertenza molto importante. Le trebbie umide dopo poco inizieranno a fermentare, perciò se non volete vedere i vostri animali un po' brilli, è importante utilizzarle in tempi brevi, a meno che non decidiate di essiccarle.


5. Utilizzare le trebbie per il compost


Abbiamo detto che le trebbie sono tante, perciò per riutilizzarle tutte l'altro modo più utilizzato è quello compostarle. Il compost è un tipo di terriccio prodotto dalla decomposizione e dall'umidificazione di materiale organico, ad opera di microorganismi. Si tratta quindi di un terriccio particolarmente fertile, perchè ricco di sostanze nutritive. Per fare il compost serve una compostiera. Sicuramente questo non è uno strumento che hanno tutti in casa, perciò in questo caso potete informarvi se qualcuno nelle vicinanze ne possiede una. Sicuramente le vostre trebbie saranno molto gradite!


Come usare le trebbie come fertilizzante


Le trebbie nel compost vanno trattate come materiale verde, perciò quando si vanno a compostare, vanno integrate con del secco (materiale marrone) in rapporto 2:1.
Se però avete un giardino e volete comunque provare a utilizzare le trebbie per fertilizzare le vostre piante, allora ecco un consiglio. Prendete un vaso bello capiente e riempitelo per 1/3 di terra, riempite un altro terzo con le trebbie e infine coprite il tutto nuovamente con la terra. Nel giro di 3 mesi avrete il vostro terriccio alle trebbie personale. Utilizzatelo per fertilizzare tutte le vostre piante!


Dove buttare le trebbie di birra?


Nel caso in cui non riusciate ad utilizzare tutte le vostre trebbie, allora vi toccherà buttarle. Se però volete aiutare il nostro bel pianeta Terra, ricordatevi di buttare sempre ogni cosa nel bidone giusto. Le trebbie, come abbiamo visto, sono un materiale compostabile e perciò vanno buttate nell'umido. Tutto ciò che gettate nel secchio dell'umido infatti verrà compostato per avere nuova vita sotto forma di terriccio. Quindi anche se non le riutilizzate voi personalmente, gettare le trebbie nel giusto contenitore della raccolta differenziata farà in modo che non vadano sprecate.






by Silvia - Birramia

Torta alla birra scura e cioccolato con crema al mascarpone

 Oggi è la giornata mondiale delle torte e in quest'occasione speciale abbiamo deciso di condividere con voi la nostra speciale ricetta della torta alla birra scura e cioccolato. Se non sapete come passare il tempo mentre la vostra birra fatta in casa è nel fermentatore, prendete in mano le fruste e seguiteci in questa nuova avventura.


Birra in cucina


Non credete che possano esistere dolci alla birra? Beh, dovrete ricredervi perchè questa ricetta esiste, ma soprattutto è buonissima. La birra può essere infatti utilizzata anche in cucina e nella pasticceria, con risultati sorprendenti. L'importante è abbinare il giusto tipo di birra a una determinata pietanza. Nel caso di una torta al cioccolato possiamo quindi abbinare alla perfezione una birra con pronunciate note tostate. Questo tipo di birra infatti ricorda il caffè e il cioccolato nel suo sapore. L'abbinamento è pressochè perfetto, inoltre la birra conferirà alla torta un leggero e piacevole amarognolo iniziale.


Che tipo di birra utilizzare?


Questa ricetta è tratta da una famosa torta irlandese alla birra scura: la torta Guinness. Per questo la birra Stout è l'ingrediente perfetto. Quando si parla però di birra al cioccolato e caffè, possiamo optare anche per altri stili, come Porter o Schwarzbier. Diciamo che vanno bene tutti gli stili di birra scura con accentuate note tostate. Ovviamente più amara è la birra, più amaro sarà il dolce.



Torta alla birra scura e cioccolato


Ricetta per sfornare un dolce alla birra e al cioccolato, facile e incredibilmente gustoso, adatto per piccole e grandi occasioni!

Ingredienti per la base:

  • 230 g burro (a temperatura ambiente)
  • 350 g zucchero di canna
  • 3 uova
  • 230 g farina tipo "0"
  • 1 bustina lievito per dolci ((16 g))
  • 75 g cacao amaro in polvere
  • 1 bustina vanillina
  • 300 ml birra scura ((tipo Stout, Porter, Schwarzbier))

Ingredienti per la crema:

  • 250 g panna da montare non zuccherata ((meglio fresca))
  • 250 g mascarpone
  • 100 g zucchero a velo vanigliato

Come preparare la base della torta alla birra:

  1. In una ciotolare versare il burro ammorbidito e lo zucchero di canna. Iniziare a lavorare con le fruste elettriche per diversi minuti, fino ad ottenere una crema omogenea.

  2. Con le fruste accese, aggiungere un uovo alla volta, incorporandolo bene al composto prima di aggiungere al successivo.

  3. In un altra ciotola setacciare la farina, il lievito, il cacao e aggiungere anche la vanillina. Mescolare quindi gli ingredienti secchi per renderli uniformi.

  4. Aggiungerli a questo punto al composto di burro, zucchero e uova. Azionare le fruste prima a bassa velocità, per non far volare via le polveri. Aumentare poi man mano la velocità, fino ad ottenere un preparato omogeneo.

  5. Aggiungere infine anche la birra e mescolare nuovamente.

  6. Versare l'impasto ottenuto in una teglia tonda dal diametro di 22 cm, foderata con carta da forno.

    Infornare a 180° in forno preriscaldato per circa 1 ora. Attenzione: ogni forno è diverso, perciò controllate la cottura. Non vi preoccupate se la superficie si crepa, è normale. Se non vi piace l'effetto, potete sempre tagliare via la crosta che si sarà formata.

Come preparare la crema al mascarpone:

  1. In una ciotola versare la panna liquida ben fredda. Per farla montare bene deve essere stata in frigorifero per almeno 6 ore. Montatela molto bene, finchè non si muoverà più.

  2. A questo punto setacciare lo zucchero a velo, aggiungere il mascarpone e mescolare fino ad ottenere una crema liscia.

  3. Infine cospargere la superficie della torta con questa crema golosa. Non importa essere precisi: deve infatti somigliare al cappello di schiuma di una birra.




Come conservare la torta alla birra


Questa gustosa torta va conservata in frigorifero e consumata in 3-4 giorni, perchè è farcita con panna e mascarpone. Fidatevi però... finirà molto prima!


Torta alla birra ricetta anti spreco!


dolci con la birra sono un ottimo modo per non buttare via vecchie bottiglie! La birra fatta in casa non scade propriamente, perciò non va a male. Il problema è che cambia il sapore con lo scorrere del tempo. Se troviamo in dispensa qualche bottiglia di birra un po' più vecchiotta, utilizzarla in cucina e nei dolci è un ottimo sistema per non sprecare nulla!

La storia della Birra II° PARTE: dalla rivoluzione industriale a oggi

 Proseguiamo il nostro viaggio nella storia della birra, approfondendo la nascita degli stili, del concetto di birra artigianale e dell'homebrewing, grazie alla seconda parte degli articoli tradotti dal blog di The Grainfather. Se ti sei perso la prima parte, clicca QUI per leggere l'articolo "La storia della Birra I° PARTE: dal Big Bang al Medioevo".

LA BIRRA E LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

La rivoluzione industriale ha dato il via al boom della tecnologia, e questo ha avuto un forte impatto anche sugli stili di birra prodotti, sulla loro ripetibilità e su quanto lontane queste birre potessero essere spedite. Progressi tecnologici come le macchine a vapore, i termometri, i densimetri, la refrigerazione, la maltazione indiretta e i cilindri di essiccamento hanno fatto si che la produzione di birra si ampliasse sempre di più. Termometri e densimetri hanno garantito misurazioni più precise, cosa che ha permesso ai birrai di creare un maggior numero di ricette replicabili e di aumentare l'efficienza degli impianti. L'energia a vapore e la refrigerazione hanno fatto si che i birrifici potessero produrre più birra e potessero spedirla in tutto il mondo. Il miglioramento del processo di maltazione ha permesso di togliere il retrogusto di affumicato dal malto stesso, per ottenere birre più gradevoli, mentre i cilindri di essiccazione hanno permesso la produzione di malti più scuri rispetto a quelli ambrati che si usavano al tempo. Questi nuovi malti scuri hanno permesso la creazione dello stile inglese più importante del XVII secolo, la Porter, di cui i birrifici inglesi producevano oltre un milione di barili l'anno.  All'inizio del 1800 i nuovi birrifici muovevano soldi più di qualunque altro tipo di attività (ad eccezione delle banche stesse) e in questo periodo cominciarono a diffondersi anche altri stili molto importanti, come le Pale Ale inglesi e le Pilsner cieche.

LA GUERRA IL PROIBIZIONISMO E LE BIRRE MODERNE

Il 1900 è stato probabilmente il secolo più movimentato per la birra, con una grande quantità di difficoltà che hanno portato alla scomparsa di molti stili. Le grandi guerre sono state un momento difficile per il settore, soprattutto in Inghilterra dove il razionamento dell' orzo, l'aumento delle tasse e la riduzione degli orari di apertura dei pub causarono un crollo nella produzione. Questi problemi, sommati a una perdita di popolarità della birra a favore dei cocktail e del vino, causarono la chiusura di molti birrifici. Alla fine degli anni '30 ci fu di nuovo un aumento di popolarità della birra, ma la guerra causò la distruzione di molti birrifici e pub inglesi e nel 1950 questi erano un terzo di prima della guerra. [...] In America le cose non andavano molto meglio, il proibizionismo prima e la seconda guerra mondiale poi danneggiarono molto il mercato della birra. Un anno dopo la fine del proibizionismo (1934) in tutti gli Stati Uniti erano presenti solo 756 birrifici: in questo periodo la maggior parte dei birrifici e delle birrerie erano gestite da tedeschi naturalizzati americani e molte di queste persone dovettero nascondersi dopo la guerra. Con tutti questi problemi collegati alla produzione e alla vendita, la qualità della birra diminuì molto e cambiò anche il modo in cui la birra stessa era consumata. Fino a quel momento la birra era prevalentemente servita e bevuta nei pub piuttosto che privatamente nelle case, ma a partire dal 1945 questa tendenza si invertì. Il numero relativamente basso di birrifici presenti sul territorio combinato alla forza del marketing costrinse questi ultimi a fondersi insieme e a ridurre i tempi di produzione per una maggiore quantità di prodotto a prezzi più competitivi.  Negli Stati Uniti degli anni '60 molti degli stili birrari precedenti al proibizionismo erano scomparsi e furono quindi sostituiti da lager leggere e beverine, caratterizzate da consistenti aggiunte di mais e riso. In Inghilterra successe più o meno la stessa cosa, infatti dalle tradizionali ales in botte si passò a birre in keg molto più “sterili”, che venivano consegnate con i camion e travasate in grandi serbatoi di spillatura direttamente nei bar. Con questi presupposti, è facilmente comprensibile quanto la birra cruda non andasse d'accordo con i principi di questo nuovo mondo: la birra non pastorizzata infatti, pur avendo un sapore ricco e complesso, richiede molte attenzioni in tutti i passaggi dal birrificio al bicchiere e deve essere ben maneggiata e ben conservata durante tutte le fasi della sua vita. Il risultato di tutto questo lavoro è un prodotto che può essere servito solo per alcuni giorni prima che diventi piatto e potenzialmente contaminato e ossidato. Nonostante questo, la minaccia proveniente dalla “birra moderna” venne combattuta a partire dagli anni '70 da organizzazioni come “Campaign for real ales” (CAMRA) in Inghilterra and “The Brewers Association” negli USA, che hanno permesso agli stili tradizionali di ritagliarsi un piccolo spazio all'interno della produzione di birre commerciali, dando origine a quelle che attualmente sono chiamate birre artigianali.

LA BIRRA NEL XX SECOLO

L'inizio del XX secolo ha visto una crescita esponenziale nel settore della birra artigianale e negli ultimi decenni sempre più persone in tutto il mondo si sono avvicinate all'homebrewing. Nel XIX secolo i tradizionali stili birrari sono stati in punto di morte, seppelliti dalle ceneri delle grandi birre che sono sorte come fenici nel XX secolo. Grazie alle gloriose tradizioni birrarie di paesi come la Germania, il Belgio e il Regno Unito, il panorama birrario europeo ha sofferto meno di quello statunitense, e molti stili di birra sono tornati ad essere regolarmente prodotti; anche nei paesi tradizionalmente dedicati al vino come la Francia e l'Italia, si è creata dal nulla una nuova cultura birraria di successo. Negli Stati Uniti una modifica al XXI emendamento della Costituzione nel 1979 portò all'abolizione del divieto imposto nel 1933: produrre birra in casa per il consumo personale divenne finalmente esente da tassazione, cosa che rese ufficialmente legale l'homebrewing. Nonostante sia stato necessario arrivare fino al 2013 affinchè l'homebrewing diventasse legale in tutti gli stati, questa liberalizzazione ha dato il via alla grande rivoluzione della birra artigianale che è arrivata fino ai giorni nostri: da un recente sondaggio dell'Associazione Produttori di Birra è risultato che nel 2017 gli homebrewers sono stati il terzo più grande produttore di birra artigianale degli Stati Uniti. Altri paesi come l'Olanda, la Nuova Zelanda, il Canada, l'Australia e il Giappone stanno rispondendo bene alla chiamata della birra artigianale e negli ultimi 10 anni il numero di birrifici e di nuovi stili brassicoli è aumentato in maniera esponenziale. Quindi un grande applauso alla birra, che partendo dalle sue umili origini è diventata parte fondamentale della storia e della società, oltre che il nostro interesse principale. Che possa vivere a lungo!



Credits: The Grainfather Blog



La storia della Birra I° PARTE: dal Big Bang al Medioevo

 Come è nata la birra e come ha fatto a diventare una delle bevande più amate a livello mondiale? Scopriamo insieme la sua storia con due articoli tradotti dal blog di The Grainfather.

GLI INIZI

Tutto ha avuto inizio con il Big Bang: da lì possiamo passare velocemente all'ultima era glaciale, perché la storia fino a quel momento non ha niente che valga la pena ricordare...non esisteva ancora la birra! Alla fine dell'ultima era glaciale, circa 11.700 anni fa, l'umanità si era già stabilita in molte parti del mondo. Il clima mutevole aveva reso l'attuale Medio Oriente una zona molto più vivibile per una grande varietà di vegetazione: esistono prove scientifiche che dimostrano che gli esseri umani potrebbero aver cominciato a far fermentare l'erba già 7000 anni fa. Tramite questi primi uomini, queste piante spontanee (probabilmente orzo e frumento) sono state selezionate e alla fine coltivate. L'alto contenuto di glutine e le bucce più spesse rendevano questo antico frumento più adatto alla panificazione, mentre un contento di glutine più basso e le bucce più sottili rendevano l'orzo più adatto alla fermentazione. Non abbiamo prove certe di come venne scoperta la tecnica dell'ammostamento (cioè la conversione enzimatica dell'amido contenuto nei cereali in zuccheri fermentabili), ma si suppone che possa essere stata scoperta a partire dalla maltazione (il processo con il quale si da inizio alla germinazione per poi bloccarla essiccando i chicchi), tecnica utilizzata per migliorare la conservazione e aumentare il valore nutrizionale dei cereali. Basta aggiungere i grani così trattati in un po' di acqua calda per ottenere in pochi minuti un brodo dolce e molto nutriente. Lo sviluppo e la coltivazione di cerali per la birra (e il pane) sono ritenuti dagli studiosi tra i principali fattori che hanno portato i primi gruppi di esseri umani a diventare stanziali e a formare villaggi e città.

LA BIRRA NELLE PRIME CIVILTÀ

La birra e il vino sembrano essersi sviluppati all'incirca nello stesso periodo, entrambi in Medio Oriente. Mentre il vino era considerato una bevanda di lusso, bevuta esclusivamente da nobili e ricchi, la birra era la bevanda del popolo: i Sumeri la chiamavano kaš , cioè “ciò che la bocca desidera”. Nella cultura sumera, la birra veniva prodotta dalle donne e per questo era logico che anche la divinità ad essa collegata (Ninkasi) fosse femminile. A quei tempi la birra era prodotta a partire dal malto d'orzo, che veniva cotto, macinato e compattato in torte, che venivano poi cotte per una maggiore caramellizzazione: questo procedimento dava inizio al processo enzimatico di conversione dell'amido in zuccheri fermentabili. Successivamente queste torte venivano immerse in acqua calda, dando il via, di fatto, a una sorta di vero e proprio mash. Per gli antichi Egizi invece la birra era una parte essenziale della vita e dell'aldilà. Molti templi avevano all'interno veri e propri birrifici, alcuni dei quali anche di dimensioni molto grandi: la birra, insieme al pane e alle cipolle, è considerata il combustibile con cui sono state costruite le piramidi! La “linea dell'uva” indica il limite settentrionale della coltivazione dell'uva in Europa e al tempo stesso il limite meridionale della coltivazione dell'orzo: a sud di questa linea c'erano le civiltà in cui era dominante il vino (prima i greci poi i romani), a nord di questa linea c'erano invece le civiltà in cui era la birra a dominare (lidi e frigi), ciascuna con la stessa divinità, del vino a sud e della birra a nord.

LA BIRRA NEL MEDIO EVO

Il Medioevo è il periodo in cui la birra è diventata la bevanda che conosciamo oggi, ma al tempo stesso con l'inizio della produzione finalizzata alla vendita ha avuto inizio anche la tassazione degli alcolici. Prima del Medio Evo (dal V al XV secolo) in Europa tutta la birra era prodotta senza luppolo, al posto del quale veniva usata una miscela di erbe e spezie chiamata “gruit”. Questo particolare mix era venduto ai birrifici dal Gruitretch, organo generalmente controllato dallo stato o dalla chiesa: questa pratica era già una precoce forma di tassazione della birra. La composizione del gruit era tenuta segreta per contrastare le imitazioni, ma dalle poche testimonianze che sono arrivate fino a noi possiamo supporre che fosse comporto da mirto, achillea, rosmarino e tutta una serie di erbe e spezie spontanee che si trovavano comunemente, come bacche di ginepro, cannella, zenzero e noce moscata. L'aggiunta del gruit tendeva a scurire le birre, infatti i birrai che lo usavano erano conosciuti come i “red beer brewers”. Il luppolo cominciò a diventare un ingrediente fondamentale della birra nelle città libere d'Europa (soprattutto in Germania) poiché tali città erano fuori dalla portata della chiesa e non erano quindi obbligate ad usare il gruit nelle proprie birre. Questi primi birrai tendevano ad utilizzare un'alta percentuale di frumento nelle loro ricette ed erano per questo conosciuti come “white brewers”. La birra luppolata si diffuse in tutta Europa e alla fine arrivò sulle coste della Britannia insieme al flusso di migranti fiamminghi dell'epoca. In questo periodo le birre prodotte con il gruit venivano chiamate “ale”, mentre le birre prodotte con il luppolo venivano chiamate semplicemente “birre”. Il successo della birra luppolata è dovuto principalmente all'azione conservativa del luppolo, il quale permetteva a birre anche poco alcoliche di conservarsi per alcuni mesi (invece che poche settimane) e per questo, a partire dal XVI secolo, tutte le birre cominciarono ad avere il luppolo tra i proprio ingredienti.


Se vuoi sapere quello che è successo dal Medioevo in poi (come si sono formati gli stili, il proibizionismo etc.) non perderti l'articolo "LA STORIA DELLA BIRRA II° PARTE: DALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE A OGGI".




Credits: The Grainfather Blog


16 cose che non sapevi sulla birra - Aneddoti e curiosità

 Se credi di conoscere tutto della nostra amata bevanda alcolica oggi ti stupiremo con ben 16 cose che non sapevi sulla birra! La birra infatti è antichissima e perciò la storia è costellata da un infinità di piccoli aneddoti, citazioni e storielle che probabilmente non hai mai sentito. Ecco quindi le nostre 16 curiosità sulla birra!



16 cose che forse non sai sulla birra


1. La birra è la terza bevanda più popolare al mondo, dopo l'acqua e il tè.


2. In Germania ti può capitare di vedere il bicchiere a forma di stivale. La forma di questo bicchiere deriva da una tradizione militare: i soldati tedeschi infatti erano soliti bere la birra nel proprio stivale, come punizione o come prova di coraggio.


3. La birra è vecchia quanto l'uomo. Hanno iniziato a produrla ben prima della nascita della scrittura!


4. Le prime birre conosciute sono quelle Sumere e venivano prodotte con pane e miele. Il loro nome era “Sikaru” cioè pane liquido.
Scopri tutta la storia della birra.


5. Al mondo esistono centinaia di tipi di birra diversi. Si possono però raggruppare tutti in due grandi categorie: Lager e Ale. Si differenziano dal modo in cui lavorano i lieviti durante la fermentazione.
Scopri la differenza tra birre Lager e birre Ale.


6. Un antico documento egiziano elenca 17 tipi distinti di birra. Per loro la birra era un dono degli dei ed era un alimento base della loro dieta quotidiana. Perciò già dall'entico Egitto c'era il concetto di "stile di birra". 


7. Nell'antichità venivano venerate diverse divinità della birra, una di queste era Tenenet, la dea egiziana del parto e della birra.


8. Nell'Europa medievale, i monaci cattolici riuscivano ad affrontare il diguino della Quaresima grazie alla birra, che chiamavano "pane liquido".


9. Aristotele affermò che chi beve vino o altre bevande inebrianti cadono in direzioni casuali: a destra come a sinistra, proni come supini. Solo coloro che sono inebriati dalla birra cadono all'indietro.


10. Nell'Antico Egitto si beveva molta birra, perchè era molto più sicura per la salute da consumare rispetto all'acqua.


11. Sebbene oggi si produca più birra che durante il Medioevo, gli europei medi nel Medioevo bevevano molto di più.


12. La birra per i Vichinghi era molto importante. Nel paradiso vichingo, il Valhalla, le Dee Valchirie la servivano ai caduti in battaglia.


13. Nell'antico Egitto e in Mesopotamia la birra veniva prodotta dalle donne, infatti le divinità legate alla birra erano femminili.


14. La birra è di gran lunga la bevanda alcolica più popolare al mondo. Nel 2016, le persone hanno consumato quasi 50 miliardi di litri di birra in tutto il pianeta.


15. Nel mondo esistono molte birre prodotte con ingredienti decisamente inusuali, come la birra alle ostriche, alla pizza, al nero di seppa, ai marshmallow, all'avocado e tanti altri.


16. Il Reinheitsgebot tedesco, o "Legge sulla purezza della birra", fu decretato dal duca Guglielmo IV di Baviera nel 1516 e dichiarò che nella produzione della birra si potevano usare solo orzo, luppolo e acqua. La legge è ancora in vigore, sebbene con molte modifiche.


In realtà gli aneddoti sono infiniti. Continua a seguirci sul nostro blog perchè ne pubblicheremo ancora!





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